21 | 08 | 2017

Congresso 2010

Copertina Atti Trento 2010

5° Convegno Internazionale

COLORE E CONSERVAZIONE

Materiali e Metodi nel Restauro delle Opere Policrome Mobili

Edizione 2010

LE FASI FINALI NEL RESTAURO DELLE OPERE POLICROME MOBILI

Trento

Venerdì 19 Novembre 
Il 5° Congresso Colore e Conservazione chiude simbolicamente il ciclo dedicato ai diversi strati delle opere policrome mobili. Con l’attenzione agli strati ultimi, alle fasi delle integrazioni e delle stesure protettive connesse, ci si propone di valutare materiali e metodi utilizzati, alla luce delle ricerca su di essi e delle sperimentazioni condotte in questi ultimi anni.
Prima giornata
09.00 Registrazione iscritti
10.00 Benvenuto
10.20 Apertura dei lavori: Fasi finali o nuova tappa del restauro del restauro?
E. Signorini, vicepresidente CESMAR7
Prima Sessione APPROCCIO STORICO E METODOLOGICO
10.50 La reintegrazione pittorica delle opere d'arte mobili da Edwards a Brandi
G. Perusini, Università di Udine
Saranno prese in esame le teorie ed  i metodi per il restauro pittorico che si trovano nei testi scritti (relazioni e manuali di restauro) pubblicati dalla fine del Settecento a Brandi. Le teorie ed i metodi dei restauratori italiani verranno confrontati con quelli impiegati  negli altri paesi d' Europa, soprattutto in Francia che, in questo periodo, costituisce il principale punto di riferimento (spesso polemico) per tutti i restauratori europei.
11.20 Dry blue: La complessità dei pannelli monocromi privi di protezione nell’arte contemporanea
J. G. Gomez-Tejedor, Dipartimento di Conservazione e Restauro, Centro de Arte Reina Sofia – Madrid
Lo studio si concentra sulle problematiche derivate dal trattamento delle opere prive di uno strato finale protettivo e sui diversi approcci metodologici messi in pratica. Il colore blu è un pretesto per introdurre una serie di esempi che servano ad illustrare diversi criteri di intervento sulla base della tipologia concettuale dell’opera. Questo permette di introdurre il concetto di minimo intervento e le problematiche che ad esso possono essere legate nel trattamento di grandi pannelli monocromi, e di esaminare il tema della totale sostituzione dei piani di superficie.
11.50 Presentazione della Sezione Poster
F. Raffaelli*,D. Riggiardi**.
*Soprintendenza PSAE di Trento, **CESMAR7
Breve introduzione a cura degli autori
12.40 Apertura Sezione Poster
Pausa pranzo
Seconda Sessione STUDI SUI MATERIALI
15.00 Prove accelerate per la valutazione della durabilità di prodotti vernicianti protettivi nelle opere pittoriche
F. Deflorian, Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e Tecnologie Industriali Università di Trento
L’utilizzo di nuovi prodotti vernicianti o di finitura superficiale nel restauro di opere pittoriche necessita spesso di valutare la durabilità delle proprietà chimico-fisiche e ottiche del materiale. Infatti i ciclaggi termici, le variazioni di umidità, l'interazione con le radiazioni, sia nello spettro del visibile che UV, possono alterare le caratteristiche meccaniche e quindi protettive, come pure le caratteristiche di colore e di trasparenza. Mutuando approcci che derivano da altri impieghi industriali dei prodotti vernicianti, è possibile individuare procedure per minimizzare i rischi di valutazioni imprecise ed aumentare l’affidabilità delle prove di invecchiamento accelerato
15.30 Materiali per la stuccatura nei dipinti mobili: Materiali tradizionali e moderni verso una valutazione critica dell’idoneità, stabilità e versatilità delle formulazioni tradizionali ed attuali
L. Fuster-Lopez,Università Politecnica di Valencia
Negli ultimi anni, per soddisfare le esigenze estetiche e tecniche, i materiali e metodi per la stuccatura delle lacune nei dipinti da cavalletto si sono evoluti in modo significativo. Questo intervento è destinato a rivedere tutte le questioni connesse al trattamento delle lacune e introdurre la loro dimensione strutturale al fine di stabilirne i requisiti come funzionali al supporto del dipinto e alla tecnica pittorica, in relazione allo stato di conservazione e alle condizioni ambientali del luogo di conservazione originale, ecc. L'obiettivo è di capire che cosa ci si può attendere nel tempo in termini di stabilità e compatibilità strutturale dalle formulazioni tradizionali e attuali.
16.00 Aspetti ottici della verniciatura dei dipinti
E. René de la Rie*,J. K. Delaney*,K. M. Morales*,C. A. Maines*,M. Elias** andL.-P. Sung***
*National Gallery of Art, Washington, DC, **Université Pierre et Marie Curie, Paris, ***NIST, Gaithersburg, MD
Studio sulle modificazioni microscopiche della rugosità delle superfici dovute a vernici e le conseguenti modificazioni nella riflessione della luce. La microscopia confocale a scansione laser e la profilometria stilo mostrano che le resine a basso peso molecolare, comprese quelle naturali, producono una superficie più liscia delle resine polimeriche che non eliminano la rugosità a bassa frequenza. Le vernici a basso peso molecolare riducono il piccolo angolo di scattering e producono superfici di brillantezza e nitidezza d'immagine più alta rispetto ai protettivi polimerici.
16.30 Studio comparativo di alcuni colori da ritocco pittorico sottoposti a cicli di invecchiamento accelerato
R. Perini*,F. Raffaelli*,S. Volpin*,A. Pandolfo*,M. L. Tomasi*,S. Bracci**,G Casari**,M. Picollo**
*Soprintendenza ai Beni Storico Artistici di Trento, **IFAC – CNR, Sesto Fiorentino ( FI), ***ICVBC – CNR, Sesto Fiorentino (FI)
Il lavoro è finalizzato allo studio della stabilità chimica e ottica di alcuni colori a vernice comunemente utilizzati nelle fasi di integrazione pittorica di dipinti e opere policrome su supporto mobile.
Sono stati presi in considerazione dieci pigmenti in diverse formulazioni: tre tipologie di prodotti commerciali in tubetto e le miscele dei dieci pigmenti in polvere con tre tipi diversi di vernici.
17.00 Coffee Break
17.15 Confronto tra i comportamenti di integrazioni eseguite con materiali tradizionali e di integrazioni eseguite con materiali innovativi
A. Coppola,G. Digennaro,G. La Venuta
3° Anno Corso di Conservazione e Restauro Accademia di Belle Arti di Lecce
Su dei campioni di un dipinto su tela quasi totalmente rovinato, sono stati applicati stucchi a gesso-colla e stucchi con legante acrilico e successive integrazioni pittoriche ad acquerello e con colori a vernice Maimeri e Gamblin; verniciature con Dammar, Laropal A81 e Regalretz 1094. I campioni realizzati sono stati poi sottoposti a trattamenti d’invecchiamento artificiale differenziati.
La seconda parte del lavoro riguarda l’applicazione dei metodi, provati su due frammenti meglio conservati dello stesso dipinto.
17.30 AQUAZOL 500. Una possibile alternativa "ecocompatibile" alla colla animale nella preparazione degli stucchi per il restauro dei dipinti. Test preliminari per la stabilità, lavorabilità e comportamenti.
R. Calore,L. Frizza,M. Jaxa-Chamiec,L. Rizzonelli,N. Stevanato
2° anno del corso “Collaboratore restauratore dei Beni Culturali” Centro di Formazione Enaip Veneto, Piazzola sul Brenta (PD)
Il presente studio propone un nuovo materiale per le stuccature - la poli(2-Etil-2-Ossazolina). Tramite le sperimentazioni di laboratorio, prove colorimetriche e di invecchiamento artificiale si definiscono le caratteristiche fisico chimiche del materiale quali la lavorabilità, tempi di essicazione, porosità, la sua solubilizzazione e la reversibilità, infine la stabilità cromatica della stuccatura e della reintegrazione cromatica soprammessa.
17.45 La verniciatura dei dipinti antichi. Le resine sintetiche a basso peso molecolare applicate alle opere d’arte con film pittorici assorbenti
B. D’Incau*,A. Sella*,F. Rizzi*, C. Rigoni**,F. Tisato***,R. Bestetti****,A. Finozzi****.
*Centro Formazione Engim VI Veneto, **Soprintendenza PSAE del Veneto, ***Istituto Universitario di Ferrara, ****CESMAR7
Analisi delle problematiche di verniciatura con resine a basso peso molecolare su dei dipinti antichi passati attraverso vicende conservative complesse e che presentino problematiche di assorbimento. Dimostrazione dell'efficacia applicativa e della parità di aspetto estetico con le resine comunemente utilizzate. Osservazioni, misurazioni e soluzioni applicative eseguite su tre dipinti della tradizione veneta
18.15 Studio di dispersioni di nanoparticelle in matrici polimeriche per l’ottimizzazione delle proprietà ottiche
A. Colombo*,R. Simonutti*, C. Beccaria**, V. Mombrini**
*Gruppo PosyLife Dipartimento di Scienza dei Materiali, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano, **Restauratrice privata e collaboratrice, Milano
Scopo di questo studio è la modulazione e la verifica delle proprietà ottiche di alcuni polimeri già in uso nel settore del restauro. Il fine è quello di renderli idonei per la protezione/verniciatura di pellicole”magre” o a legante acquoso sia antiche che contemporanee. La preparazione di questi materiali è resa possibile dall’introduzione di opportune nanoparticelle nella matrice polimerica.
18.45 Chiusura lavori
Sabato 20 Novembre
Seconda giornata
Terza Sessione SCELTE E METODI
9.00 Tavola rotonda- Confronto sulle fasi finali del restauro
M. Fratelli, GAM di Milano, CESMAR7;L. Dal Prà, Soprintendenza PSAE di Trento;M. CiattiOpificio delle Pietre Dure di Firenze;S.Rinaldi, Università degli Studi della Tuscia,C. E. Spantigati, Soprintendenza PSAE del Piemonte, Direttore Scientifico del Centro Conservazione e Restauro Venaria Reale
11.00 Coffee Break
11.30 Immaginare il restauro. L'integrità pittorica del dipinto visualizzata grazie al ritocco virtuale
D. Kunzelman*,L. Gusmeroli*,A. T. Keller**
*Restauratrici Opificio delle Pietre Dure di Firenze, **Artimaging, Berlin
Recenti studi, all'interno del settore Dipinti su tela e tavola del Laboratorio di Restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sul restauro pittorico virtuale. Si presenta una panoramica sullo sviluppo delle precedenti esperienze di elaborazione digitale della selezione e dell'astrazione cromatica con alcune considerazioni metodologiche su nuovi casi applicativi.
12.00 Esperienza sull’altare di San Nicostrato
G. Torres Llopis, Escuela Superior de Conservación y Restauración de Bienes Culturales de Aragón.
Il  drammatico danno  della pala di San Nicostrato ha imposto un  intervento piuttosto complesso. Recuperato il piano pittorico dello strato dipinto, abbiamo usato uno stucco sintetico agglutinato (pval) con consistenza, comportamento e aspetto simile all’originale, per ricostruire lo strato di base. L’integrazione cromatica non compete con l'originale né con l'immagine che è stata ricostruita presupponendo la sostanza e la presenza di lacune
12.30 La Madonna di Cerami, studi per la presentazione estetica. Osservazione del comportamento dei materiali di restauro
A. Longo*,M. R. Carotenuto**, M. F. Mulè**, *Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro, Palermo, **Dottoresse in Conservazione e Restauro, Palermo
Il dipinto quattrocentesco, a tempera su tavola cuspidata, raffigura la Madonna del latte. Per la reintegrazione pittorica ci si è avvalsi di tre tavole virtuali su supporto digitale. Inoltre si è condotto uno studio sul comportamento dei materiali di restauro impiegati e sulle ipotesi di degrado, sottoponendo ad invecchiamento artificiale dei modelli che ne simulassero la stratigrafia. La presenza di gesso anidro nella preparazione è stata altresì occasione di osservazione del suo comportamento a confronto col gesso biidrato.
13.00 Pausa pranzo
14.30 Dal laboratorio scientifico allo studio del restauratore. Applicazioni pratiche di ritocco pittorico con colori commerciali a base di resine sintetiche
A. Sánchez, S. Micó. Painting (Painting-Restoration) Department. Fine Arts Faculty. Complutense University of Madrid.
I diversi metodi di ritocco, sviluppati negli ultimi anni, offrono finiture estetiche adeguate a rispondere ad una grande varietà di necessità. Le peculiari caratteristiche di ogni opera d’arte, legate alle diverse condizioni di degrado che queste possono presentare, sono fondamentali nella decisione di quando e come procedere all’integrazione pittorica e di quali tecniche e metodologie avvalersi. Studio sul comportamento e le caratteristiche di quattro prodotti commerciali.
15.00 Manufatti danneggiati da eventi sismici: studi teorici e pratici per il loro recupero
B. Colasacco*,F. Del Zotto**.
*Soprintendenza PSAE dell’Abruzzo, **Restauratore privato Udine.
Ad un anno dal terremoto dell’Aquila e trentaquattro da quello del Friuli sarà trattato il problema della presentazione estetico-formale di un’opera terremotata, mettendo a confronto due realtà temporali e territoriali apparentemente diverse. Un studio metodologico di casi estremi non riconducibili alle abituali metodologie di restauro, una scelta dettata sia dal restauratore e dallo storico sia dalla condivisione con la comunità.
15.30 L'integrazione delle lacune nel restauro delle opere d'arte su carta
L. Montalbano, Restauratrice Opificio delle Pietre Dure di Firenze
Il settore restauro Disegni e Stampe dell'Opificio delle Pietre Dure opera principalmente su opere grafiche come disegni e stampe oltre che su oggetti polimaterici come globi, paraventi e ventagli, coprendo un arco di tempo molto vasto, dall'arte medievale a quella contemporanea. L'integrazione delle lacune viene affrontata in modo differenziato secondo il tipo di mancanze presenti, con materiali e tecniche diversificate.
15.50 Integrazione fisica delle lacune su carta e pergamena
L. Pontalti, Restauratore Provincia Autonoma di Trento
L’integrazione fisica delle lacune su supporti cartacei si realizza con metodologie, materiali ed adesivi in stretto rapporto con l’originale. In questa sede verranno esposte diverse tecniche, cercando di rispondere alle seguenti domande:
Origine delle lacune Quando integrare? Con cosa integrare? Come integrare?
16.10 Coffee Break
16.30 Intervento estetico sulle semilunette della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Open-studio parte seconda
M. Fratelli*,A. Tibiletti**,I. Marelli***
*GAM di Milano, CESMAR7, **Restauratrice privata, Milano, ***Soprintendenza PSAE di Milano
Open-studio presso la Galleria d’Arte Moderna delle quattro semilunette della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Gli aspetti conservativi del lavoro sono stati esposti nel convegno del 2008. Tali premesse sono state costitutive per l’intervento estetico sui quattro dipinti. In un caso limite come quello qui presentato la stessa idea di successione di intervento conservativo ed estetico è invalidata dalla prassi operativa che non disgiunge il progetto e le fasi.

17.00

I primi 10 anni del CESMAR7
P. Cremonesi, Coordinatore scientifico CESMAR7

Argomento

Temi principali: dibattito sul significato, i limiti, i metodi e i materiali per le integrazioni degli strati pittorici e le stesure finali,con attenzione alla stretta relazione tra tutte queste operazioni e alle interferenze tra i materiali da utilizzarsi.

Confronto teorico e ricostruzione storica degli approcci a queste fasi del restauro: finalità tecniche che giustificano le integrazioni, finalità estetiche e critiche, spazio per questi interventi all’interno del generale percorso del restauro di un’opera.

Studio delle caratteristiche dei materiali tradizionali per le fasi finali del restauro.

Studio e sperimentazione di nuovi materiali, in modo da verificare quali possano essere più adeguati per le diverse caratteristiche che le opere presentano (una delle regole del minimo intervento).

Collegamento con precedenti congressi, soprattutto a quelli sui consolidanti (gli studi e i sistemi di misurazione della forza degli strati pittorici e quindi dei materiali di restauro da applicare), e alla pulitura (per l’argomento vernici).

Attenzione al tema della durabilità dei materiali del restauro (coniugata con la loro rimovibilità), perché questa è una delle ragioni alla base della ciclicità degli interventi sulla stessa opera.

Importanza del tema

In particolare in questo momento di costrizioni economiche, ma più in generale nella tradizione del restauro – italiano o non solo?- il tempo e il costo di questa fase, che è di solito la meno duratura e il cui degrado giustifica spesso nuovi restauri – da cui la nota ciclicità - appaiono almeno proporzionalmente eccessivi rispetto alle altre fasi.

A chi è Indirizzato

Tutte le figure professionali che operano con diverse competenze nell’ambito del restauro: restauratori, conservatori, storici dell’arte, figure scientifiche.

• Studenti e docenti, dalla formazione professionale al livello universitario

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Congresso Trento 2010