25 | 11 | 2017

MI restauro conservativo

Minimo intervento conservativo per i dipinti - saldatura

Minimo intervento conservativo per i dipinti

Con questo progetto si vorrebbe rendere concreto e dimostrabile il giusto grado d'intervento in un restauro, attraverso la valutazione degli elementi specifici che risiedono in ogni singolo manufatto artistico e che lo caratterizzano in quanto tale. Il mondo contemporaneo espone sempre più l'oggetto artistico (attraverso azioni come l'investimento culturale, l'utilizzo pubblicitario, e anche attraverso una certa incompetenza manutentiva delle opere d'arte conservate nelle sedi di culto e nei musei "minori"), a pressioni che hanno dato luogo al concetto negativo di "utilizzo garantito". Da questo concetto consegue, anche se parzialmente, una metodologia di restauro standardizzato orientata verso un eccesso di intervento. Al contrario uno degli obiettivi del progetto "Minimo intervento" è indirizzato a far emergere l'unicum dell'opera negli aspetti peculiari di fragilità strutturale e di degrado accumulato.

E' per perseguire tale obiettivo che devono svilupparsi, ricerche finalizzate e sperimentazioni in condizioni di simulazione dei fattori reali del degrado. Possono essere considerati risultati preliminari di quanto sopra esposto le seguenti iniziative:

  1. Corso di specializzazione su Restauro dei dipinti tenuto da febbraio a giugno 2000 a Dolo;
  2. Corso su Foderatura a freddo con utilizzo del TBP (Telaio a bassa pressione) e materiali sintetici con la docenza del prof. Mehra, restauratore di fama mondiale).

Per comprenderne il successo, ricordo che questo aggiornamento, iniziato a Vicenza nell'autunno del 1997, è poi stato ripetuto fino alla primavera del 2000 in molte città del Centro e Nord Italia: Milano (2 moduli), Torino (2 moduli), Trento, Bolzano, Venezia (2 moduli), Roma, Parma, Piacenza con la frequenza media di quindici restauratori. Nella sede di Lucca è stata avviata la sperimentazione di foderatura a pasta in TBP, senza apporto di calore, poi ripresa dalle restauratrici C. Cannizzaro e L. Franceschini con risultati sorprendenti pubblicati nel volume della collana

I Talenti, Un tavolo a bassa pressione, suggerimenti per la realizzazione e l'utilizzo,Il Prato, Padova 1999.

Risultati esposti anche nelle giornate di studio tenutesi a Vicenza e Lucca nel corso dell'anno corrente 2000. Sempre nel tracciato del "minimo intervento" rientra lo studio dei supporti lignei dipinti e delle possibili applicazioni di contenimento dei movimenti. Risale al 1989 la messa in opera di un sistema di telaio di contenimento sul retro di due dipinti di medie dimensioni, aventi problematiche diverse e, per uno uno di essi, di accentuato degrado degli strati pittorici. In un contesto di ricerca questo telaio, di ampia versatilità, può proporsi come un sistema non invasivo di conoscenza dei movimenti igrometrici e del loro contenimento nei dipinti su tavola.

Da applicarsi in una fase precedente alle possibili applicazioni definitive, come azione di studio comportamentale di ogni dipinto, in particolare per quelle opere già manomesse e compromesse da assotigliamenti del retro, da applicazioni di parchettature rigide, o interessate da fenomeni di distacco del colore.

Bibliografia

  • C. Cannizzaro, L. Franceschini, Un tavolo a bassa pressione, suggerimenti per la realizzazione e l'utilizzo, Padova, Il Prato, 1999.
  • V.R. Mehra, Comparative Study of Conventional Relining Methods and Materials and Research Towards Their Improvement, in "Interim Report", ICOM Conference, Committee for the Care of Paintings, Madrid, October 1972, p. 29.
  • V.R. Mehra, A Low-Pressure Cold-Relining Table, in "Conference on Comparative Lining Techniques", National Maritime Museum, Greenwich, London, April 1974.
  • V.R. Mehra, Nap-Bond Cold-Lining on a Low-Pressure Table, in "Maltechnik", 81, April 1975, 2, pp. 87-95.
  • V.R. Mehra, Further Developments in Cold-Lining (Nap-Bond System), ICOM Committee for Conservation, working committee for stretchers and lining, Venice, 1975.
  • V.R. Mehra, Cold-Lining and the Care of the Paint-Layer in a Triple-Stretcher System. Also Answers to some Questions and Doubts about the Cold-Lining System, ICOM Conference, Committee for the Care of Paintings, Zagreb, Jugoslavia-ICOM, 1978, 78.2.5, pp. 1-19.
  • V.R. Mehra - J. VOSKUIL, Conservation of Contemporary Art, Reflection on the Future, International Conference on Conservation of Contemporary and Modern Art, Ottawa, July 1980, p. 8.V.R. Mehra, The Cold Lining of Paintings, in "The Conservator", 5 (1981, pp. 12-14.
  • V.R. Mehra, Minimizing Strain and Stresses in Lining Canvas Painting,ICOM, 6th Triennial Meeting, Ottawa, 1981, 81.12.14, pp. 1-8.
  • V.R. Mehra, Dispersion as Lining Adhesive and Its Scope, IIC, Paris, 1984, ed. by N.S. Brommelle et al., pp. 44-45.
  • V.R. Mehra, Cold Lining and Its Scope: Some Case Histories, ICOM, 6th Triennial Meeting, Copenhagen, 1984, 84.2, pp. 31-34.
  • V.R. Mehra, Foderatura a freddo. I testi fondamentali per la metodologia e la pratica, Firenze, Nardini Editore,1995.