Venerdì 16 Novembre

 

 9.00    Registrazione iscritti

10.00   Saluti di benvenuto

10.20   Apertura dei lavori: “Prima, durante… invece del restauro”

E. Signorini, Presidente CESMAR7

 

Prima Sessione – PERCORSI A CONFRONTO

Chairman: S. Rinaldi, Università degli Studi della Tuscia

 

10.50   Conversazione con Erasmus Weddigen

E. Weddigen1, M. Fratelli2

1Fondatore della scuola bernese di restauro, 2Dirigente di Staff Settore Musei Comune di Milano

 

11.30   Per un’etica del restauro: ritorno ai princípi

G. Bonsanti, già ordinario di Storia e Tecniche del Restauro a Torino e Firenze

"Nel suo contributo, l'autore si prefigge di riconsiderare alcuni dei pincipi basilari del restauro, come si sono precisati fino al giorno d'oggi. Nel XX secolo, questi principi sono confluiti negli scritti teorici di alcuni studiosi. Esiste il rischio di riferirsi ad essi supinamente, mentre in un campo delicato come il restauro la guida principale dovrebbe sempre essere la coscienza critica".

 

11.50   Presentazione della Sezione Poster

C. Lodi,  A. Colombo, CESMAR7

 

12.20    Apertura Sezione Poster – Pausa pranzo

 

Seconda Sessione – SCELTE E METODI: prevenzione e controllo ambientale

Chairman: M. Fratelli, Dirigente di Staff Settore Musei Comune di Milano

 

14.30   Il controllo ambientale nell’uni-normal e nella normativa europea per la conservazione dei beni culturali

D. Camuffo, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Padova

Questa comunicazione presenta l’attività di normativa a livello italiano (UNI-NORMAL) ed europeo (CEN/TC346) per quanto concerne il controllo ambientale e le interazioni tra l’ambiente e i beni culturali. Vengono brevemente illustrate le nuove norme, gli standard di prossima realizzazione, cosa cambia per l’Italia, incluso quali norme sono/saranno conseguentemente decadute.

 

14.50   Esempi di controllo ambientale condotti all’interno del progetto europeo Climate for Culture

C. Bertolin1, I. Bighignoli2, D. Camuffo1,2, M. Tonellato2, A. Vergottini2

1Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) – Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

2Università degli Studi di Padova

Sono presentati alcuni esempi di controllo ambientale condotti in situ su collezioni ed edifici nell’ambito del progetto Climate for Culture. Lo scopo dell’intervento mira ad illustrare metodologie di misurazione condotte in edifici molto diversi per struttura, destinazione d’uso e localizzazione geografica.

 

15.10   Il monitoraggio assistito per la conservazione preventiva dei beni culturali: dal progetto all’applicazione

P. Mandrioli1,2, D. Fernandez2,1, P. De Nuntiis1, L. Branzanti3

1ISAC CNR, Bologna, 2Universidad de León, Spagna, 3Pegasoft srl, Bologna

I dati ambientali raccolti in luoghi speciali come musei, gallerie e altri, consente agli esperti di analizzare le cause di degrado e quindi adottare le giuste strategie di conservazione. Il monitoraggio assistito dell'ambiente fornisce la caratterizzazione completa di ogni singolo ambiente e aiuta curatori e restauratori alla migliore conservazione delle opere d'arte contenute in questi luoghi.

 

15.30   Ai primordi del controllo del clima nella letteratura tecnica e negli edifici dell'Età Moderna:  dai dati acquisiti verso ulteriori osservazioni

A. Grimoldi,  Politecnico di Milano

I più celebri trattati d'architettura dell'Età Moderna non mancano mai di precetti da osservare per costruire edifici coerenti con il clima dei luoghi. Meno note sono le indicazioni più dettagliate della letteratura d'ambito locale, che contempla anche vere e proprie macchine, ricollegandosi ai testi specifici di questo settore. Con l'evoluzione delle finiture, inclusi i serramenti, che contribuiscono al confort, emerge un quadro molto più dettagliato e consapevole del controllo del clima degli edifici tra Cinque e Settecento.

Caso studio 1: La Villa Reale di Milano

A. Luciani, C. Manfredi, Politecnico di Milano

Caso studio 2: La palazzina di Boscofontana (MN)

D. Del Curto, Politecnico di Milano

 

16.20   Conservazione e controllo del clima all'interno di edifici storici: un punto di vista svedese

A. Luciani, Politecnico di Milano

La presentazione riguarderà alcune ricerche in corso presso la Gotland University di Visby, in Svezia, sui temi della conservazione, del controllo del clima e dell'efficienza energetica negli edifici storici.
Saranno dunque discussi diversi casi studio svedesi, di notevole interesse sia per la complessità delle situazioni che per l'approccio metodologico utilizzato.

 

16.40   La conservazione del patrimonio storico-artistico: la necessità di un progetto integrato

M. Ciatti, Opificio delle Pietre Dure, Firenze

Il contributo intende presentare la metodologia delll'Opificio delle Pietre Dure di Firenze basata su di progetto integrato nel quale collaborano in maniera sinergica la manutenzione, la conservazione preventiva ed il restauro, in relazione alle specificità del singolo caso.

 

17.00   Pausa

 

17.20   "Una città per gli archivi".  Digitalizzazione e conservazione preventiva: una doppia strategia per salvare la nostra memoria

M. Montanari1, A. Antonelli2

1Biologo, coordinatore scientifico del Cesmar7

2Responsabile scientifico del progetto “Una città per gli archivi”

Il progetto “Una Città per gli Archivi”, promosso e sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha permesso di sviluppare un protocollo per la valutazione dello stato di salute ambientale degli archivi bolognesi e di gran parte dei fondi in essi conservati. L’adozione di corrette misure di prevenzione negli ambienti archivistici, associate a efficienti procedure di inventariazione e a innovativi strumenti di consultazione online, consentono di preservare la memoria conservata nei nostri archivi, incrementandone al contempo la fruizione.

 

17.40   Le Tüchleine di S. Nicola di Bari, Casbas, Huesca: Programma di conservazione e manutenzione

G. Ttorres Llopis, R. Piquero Fernàndez, Escuela Superior de Conservaciòn y Restauracion de Bienes Culturales de Aragòn

La saia è un supporto delicato, con una tecnica pittorica che sottolinea ulteriormente la sua fragilità, specialmente se l’opera deve rimanere nelle sua posizione originale. Il Minimo Intervento richiede, a nostro avviso, la proposta di un piano di manutenzione associato, inclusa la formazione continua dei custodi non professionisti.

 

18.00   Determinazione di condizioni ambientali accettabili per oggetti e materiali culturali

M. F. Mecklenburg1, L. Fuster Lopez2

1Smithsonian Museum Conservation Instutute, Washinghton DC USA

2Departamento de Conservación y Restauración de Bienes Culturales –

  Universidad Politecnica de Valencia, Spagna

Esistono diverse ragioni per studiare i parametri ambientali entro i quali gli oggetti di interesse culturale possono essere conservati in modo sicuro. Una ragione riguarda i consumi energetici connessi al mantenimento di precise condizioni negli ambienti museali. L’approccio alla determinazione degli effetti dovuti a variazioni di temperatura ed umidità relativa (UR) sui beni culturali può essere semplificato ipotizzando alcuni casi limite. Le ipotesi si fondano sul fatto elementare che forze e stress che causano cedimenti dei materiali (incluse deformazioni plastiche o rotture) intervengono in presenza di variazioni delle condizioni ambientali ed i materiali sono trattenuti da movimenti di grado più o meno elevato. Questo studio prende in esame un’ampia varietà di materiali e per essi determina variazioni ammissibili di UR in relazione ai casi limite. Come sarà mostrato, quasi tutti i materiali culturali sono in grado di sopportare variazioni di UR intorno a +/- 15% e anche più. Sarà inoltre mostrato come le variazioni di temperatura non siano così significanti a meno che non si scenda sotto la temperatura di transizione vetrosa dei diversi componenti. Verrà infine mostrata la compatibilità dei risultati della presente ricerca con quelli ottenuti da simulazioni avanzate al computer condotte nell’ambito di altre ricerche.

 

18.20   Chiusura lavori

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