25 | 11 | 2017

Interventi Salone del Restauro Ferrara 2011

L’IMPORTANZA DELLA SINERGIA TRA DIVERSE FIGURE PROFESSIONALI PER LA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI CARTACEI.

Si è svolto a Ferrara nell’ambito del Salone del Restauro 2011 lo scorso 1 Aprile, l’incontro tecnico con il gruppo di lavoro sui materiali cartacei e membranacei del Cesmar7.
Al pari del gruppo di lavoro sui dipinti murali, il gruppo carta è composto da diverse figure professionali del settore della conservazione, che vanno dal restauratore alle diverse figure scientifiche del mondo della chimica, della fisica e della biologia.
La collaborazione dei vari elementi, a nostro avviso, è importante sia all'interno dei singoli casi studio e delle singole ricerche sperimentali, sia per innestare un prezioso scambio d’informazioni tra linee di ricerca e progetti anche molto diversi tra loro. Nel primo caso ad esempio, l’approccio pratico del restauratore, la sua sensibilità nei confronti dell’opera o della materia in esame e la sua intuizione pragmatica, si compensa e si completa con l’approccio analitico dello scienziato, che attraverso l’approccio scientifico conferma o corregge e a volte anticipa l’azione del restauratore, rendendo il suo intervento “controllabile” e “ripetibile”. Tutto ciò è di estrema importanza per la condivisione e la diffusione delle buone pratiche innovative, che il Cesmar7 da sempre propone nel settore della conservazione dei beni culturali.

Nel secondo caso, invece, lo scambio d’informazione tra diverse competenze consente di “sdoganare” l’uso e la conoscenza di strumenti e materiali, spesso limitati in ambiti ristretti per ragioni culturali o commerciali e appunto per la mancanza di comunicazione tra le diverse professionalità. Siamo convinti, invece, che a volte l’innovazione risulti proprio nell'uso di un “vecchio” materiale in un nuovo contesto.Proprio quest’ultimo tipo di sinergia ha caratterizzato l’intervento del gruppo carta a Ferrara, che ha presentato due linee di ricerca accumunate dall’uso di materiali con differenti valenze applicative: lo studio dei gel rigidi e addensanti per la pulitura dei materiali cartacei e l’uso degli stessi per effettuare studi analitici sul fenomeno del biodeterioramento. Entrambi gli studi sono ulteriormente accumunati dall’importante collaborazione con l’ICPAL (Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario). Per quanto riguarda gli studi di pulitura, le ricerche in atto mirano fondamentalmente a verificare l’efficacia di questi prodotti e parallelamente a valutarne l’interazione nei confronti del materiale su cui agiscono, con particolare riferimento alle variazioni di natura meccanica e chimica e alla problematica dei residui sul supporto.

Lo studio sul biodeterioramento prende spunto sull'uso dei gel per il campionamento selettivo degli agenti biodeteriogeni. Proprio l’applicazione di tali metodi innovativi sta permettendo la caratterizzazione di organismi biodeteriogeni fino ad oggi sottovalutati nell'ambito della conservazione dei beni archivistici e librari. Durante l’incontro si è sottolineata l’importanza cruciale della diagnosi e della caratterizzazione precisa degli agenti eziologici per lo studio delle loro esigenze fisiologiche ed ecologiche, finalizzato  all'adozione di corrette e specifiche misure di contenimento, dirette o preventive.

Durante l’incontro sono intervenuti:
La dott.ssa Clelia Isca dottoranda in chimica dell’università di Parma e tirocinante presso i laboratori di restauro dell’ICPAL, che ha presentato la sua ricerca sull’efficacia dei gel rigidi acquosi nella pulitura delle opere cartacee e i conseguenti studi analitici sulle loro interazioni chimico-fisiche e meccaniche col supporto cartaceo.

Applicazione del gelano per la pulitura dei materiali cartacei Applicazioe del gelano per la pulitura dei materiali cartacei dettaglio

Fig.1: Applicazione del gellano per la pulitura dei materiali cartacei

La dott.ssa Valeria Melloni, restauratrice e diagnosta, che prendendo spunto dall’uso dei gel rigidi per il campionamento selettivo dei biodeteriogeni, ha presentato una panoramica dei metodi innovativi di diagnosi in questo settore.

Applicazione del gellano per lo studio della componente biodeteriogena della carta

Fig. 2: Applicazione del gellano per lo studio della componente biodeteriogena della carta

Il dott. Matteo Montanari biologo del Cesmar7 e la dott.ssa Flavia Pinzari direttrice del laboratorio di biologia dell’ICPAL, che hanno presentato uno specifico caso studio sulle contaminazioni fungine negli archivi e nelle biblioteche, enfatizzando l’adozione dei metodi innovativi di diagnosi per la corretta identificazione delle cause biologiche e ambientali del fenomeno del biodeterioramento microbiologico.

Contaminazione da Eurotium halophilicus in archivi di documenti cartacei

Fig. 3: Contaminazione da Eurotium halophilicus in archivi di documenti cartacei

Infine, la restauratrice Letizia Satto, che ha presentato le prime osservazioni sull’uso del gel tensioattivo Pluronic F127, già utilizzato nella diagnostica biologica, per le fasi di pulitura dei materiali cartacei, sia tal quale, sia come vettore di enzimi. I primi risultati ottenuti indicano che il gel ha buone potenzialità, specie come vettore di altre sostanze, e che il suo uso può essere sperimentato anche in altri settori dove l’apporto incontrollato dell’acqua può rappresentare un problema, come ad esempio nel settore dei dipinti murali. Tuttavia la mancanza di studi sui residui e delle loro interazioni con l’opera, rende ancora prematuro consigliarne l’uso.

Gel addensanti in ambiente acquoso di Pluronic F127 e Carbopol Ultrez 21

Fig. 4: Gel addensanti in ambiente acquoso di Pluronic F127 e Carbopol Ultrez 21. Applicazione del gel per la rimozione degli strati.