25 | 11 | 2017

DEA

Informazioni su uno studio di tossicità di materiali usati per la pulitura

DEA, la sorella cattiva della TEA

Paolo Cremonesi, Ilaria Saccani, Erminio Signorini

Abbiamo preso visione di un documento pubblicato a cura del  NIEHS - National Institute ofEnvironmental Health Sciences, uno degli Istituti NIH (National Institutes of Health) che fannocapo al U.S. Department of Health and Human Services negli Stati Uniti, e desideriamo informare il maggior numero possibile di restauratori, chiedendo ai singoli di farsi anche carico personalmentedi un’azione di informazione capillare tra i colleghi.

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Ligroina

L'etichettatura " R 45 - Può provocare il cancro " della Ligroina:
vero o falso allarme?

Il Problema. Negli ultimi due anni si sono verificati problemi di gestione dei materiali del restauro, all'interno di laboratori istituzionali, per quanto riguarda la miscela solvente idrocarburica che va sotto il nome di Ligroina, per il fatto che a partire dal 2006 si era meritata - così almeno dicevano le voci - l'etichettatura con la Frase di Rischio "R45 - Può provocare il cancro" nella nuova legislazione della Comunità Europea. Queste voci hanno creato un certo allarme nella comunità del restauro. Ricordiamo che proprio noi avevamo proposto la Ligroina, a partire dal 2002 [1], come alternativa più sicura alle tradizionali miscele come l'Essenza di Petrolio e il White Spirit , che - se non "dearomatizzati" - possono contenere quantità significative di Aromatici e quindi, potenzialmente, anche certe quantità di Benzene, un noto cancerogeno. Risultava subito evidente questo controsenso: perché questo sospetto proprio per la Ligroina, che per definizione è un solvente "dearomatizzato", con contenuto totale di Aromatici molto basso, tipicamente inferiore allo 0.02%? Periodicamente questi allarmi si ripresentano, e quindi pensiamo che sia venuto il momento di fare un po' di chiarezza. O per lo meno ci proviamo, senza la pretesa di riuscire davvero a farlo... Una discussione molto più dettagliata si può trovare nell'articolo " Parola d'ordine: Ligroina! ... Vale ancora ?" recentemente pubblicato [2], al quale rimandiamo anche per la trattazione su possibili alternative, in uno sforzo che vede coinvolti anche alcuni fornitori di prodotti per restauro coi quali da anni c'è una fattiva collaborazione. Qui ci limitiamo a cercare di definire chiaramente il problema.

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